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Borgio Verezzi
Muri che raccontano e sentieri che profumano

SABATO 25 APRILE 2026

Cianîn cianîn... a Borgio Verezzi

Località di partenza / arrivo: Borgio Verezzi (SV)

​Ritrovo: ore 9.30 presso Grotte Valdemino, Via Battorezza 5

Pranzo: al sacco

Come iscriversi

Se partecipi per la prima volta, clicca quiTroverai tutte le informazioni e il link al MODULO ONLINE per inserire i tuoi dati. Verrai tesserato alla FIE e iscritto alla prima escursione.

Se hai già partecipato e sei interessato ad un'altra escursione, devi solo darne comunicazione via whatsapp.

Ricorda! Non esiste buono o cattivo tempo, ma solo buono o cattivo equipaggiamento

Borgio e Verezzi: due frazioni, un unico Comune e un unico percorso immerso nella gariga e nella macchia mediterranea.
Si parte dalle Grotte Valdemino, le più colorate d'Italia, la cui scoperta è già di per sè una storia affascinante e rocambolesca. Si attraversa il cuore di Borgio, con la Chiesa di San Pietro sorta sui resti dell'antico forte. Lungo i vicoli di origine medievale si possono ammirare i murales di Mario Nebiolo: puzzles colorati di vita vissuta e di personaggi caratteristici del paese. Si prosegue in salita verso il parco allestito con le sculture in "Pietra rosa di Verezzi" dello stesso Mario, artista poliedrico e promotore della bellezza di questo territorio.
Immergendosi tra i profumi della macchia e i colori della gariga, si sale lungo il sentiero geologico, un libro aperto sulla genesi delle rocce presenti sul percorso, tra cui la Pietra di Verezzi.
L'ombra dei lecci ci accompagna fino alla prima borgata di Verezzi, Roccaro. A seguire, ecco la borgata Piazza con la suggestiva Piazzetta di Sant'Agostino, dal 1967 palcoscenico vista mare del prestigioso "Festival Teatrale di Borgio Verezzi".

Si prosegue verso l'antica Borgata Crosa, che sembra protetta dalla Chiesa di San Martino, nelle cui vicinanze possiamo visitare il mulino fenicio, la dolina e la famosa cava della preziosa pietra locale. 
Nel ridiscendere verso il punto di partenza, possiamo sostare all'ombra dell'albero principe di Borgio Verezzi: il carrubo, i cui frutti contengono semi scuri, tondeggianti e appiattiti, assai duri, molto omogenei in peso, detti "carati" e utilizzati in passato come misura dell'oro.

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